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2004 · documento d’archivio

Alchimia, Scienza e Magia: un percorso storico-epistemologico

Autore
Rossana G. Quidacciolu
Pubblicato in
Dattiloscritto, ITI G.M. Angioy, Sassari, anno scolastico 2003/04
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Una citazione estesa. Il testo integrale esce quando arriva l’autorizzazione scritta di chi lo ha scritto.

Perché è qui

È il documento più lungo dell’archivio, ed è quello che mostra il metodo per esteso: non «facciamo un esperimento», ma rimettere in scena una controversia scientifica vera e far rifare agli studenti gli esperimenti con cui è stata decisa.

Cosa è stato fatto

In occasione della XIV settimana scientifica è stata organizzata, presso l’ITI Angioy di Sassari, la terza edizione della mostra dal titolo «Laboratori in vetrina» nel corso della quale gli alunni dell’ITI Angioy hanno presentato i risultati conseguiti nel corso di alcuni progetti. Il lavoro ha avuto lo scopo di far sviluppare curiosità e atteggiamento scientifico, capacità di comunicazione e collaborazione e di far acquisire agli alunni la consapevolezza del loro sapere.

Si descrive uno dei percorsi didattici, realizzato nell’anno scolastico 2003/4, che ha consentito la messa a punto di esperienze che riproducevano alcuni dei metodi utilizzati durante il 1700 per la produzione e il riconoscimento dei gas.

La proposta didattica è partita con la stesura, da parte dall’insegnante, Prof. Rossana G. Quidacciolu, di un dialogo immaginario fra due scienziati dell’epoca che si confrontano contrapponendo la teoria del Flogisto alla nuova chimica di Lavoisier. Il dialogo è stato quindi presentato agli alunni durante una serie di incontri pomeridiani proponendo loro di allestire gli esperimenti che servivano ad illustrarlo.

Il copione

Il documento contiene per intero un dialogo in sette scene, ambientato in un laboratorio veneziano di fine Settecento, fra un FILOSOFO, uno STUDENTE e un DOCENTE. Si apre con un avvertimento che vale ancora:

FILOSOFO — Una macchina del tempo ci consentirà di viaggiare lungo la storia della scienza per (rivolto ai visitatori) osservare, le dispute storiche degli scienziati. (leggendo) Attenzione!, potranno apparirvi sempliciotte e meschine ma non siate troppo severi, considerate che il nostro punto di osservazione è privilegiato…

Le didascalie fra parentesi sono nell’originale, e vale la pena tenerle: dicono che il filosofo si rivolge davvero a chi sta guardando, e che una parte la legge. Non era una lezione travestita da dialogo — era un dialogo.

E contiene la spiegazione più memorabile del flogisto — la sostanza che si credeva avesse peso negativo, e che gli studenti hanno riprodotto con una bilancia e il principio di Archimede:

Il flogisto nell’aria si comporta come il sughero nell’acqua.

Dove si svolge

Le scene non sono ambientate: sono collocate nei laboratori veri della scuola, e le didascalie lo dicono senza mediazioni.

SCENA 1 Laboratorio alchemico (Laboratorio di organica). Filosofo più alchimisti che eseguono gli esperimenti.

SCENA 2 Laboratorio di filosofia chimica( chimica 2) . Studente e docente

SCENA 3 Laboratorio di filosofia chimica. Filosofo davanti al banco 1

Il laboratorio di organica fa l’alchimia tedesca del Cinquecento; il laboratorio di chimica 2 fa la Francia di Lavoisier. E il pubblico sta davanti ai banchi mentre gli esperimenti si svolgono.

Gli esperimenti, come sono scritti nel documento

Non c’è un elenco di argomenti: ci sono le reazioni, il banco su cui si fanno e il metodo storico che riproducono.

Esperimenti di produzione e riconoscimento di gas: banco2

Ossigeno: H2O2 ( MnO2) = H2O + 1/2 O2 ( metodo storico con lente ustoria decomposizione dell’ossido di mercurio) Riconoscimento: ravviva la combustione del ferro ( paglietta) metodo storico: Priestley ravviva la combustione della candela.

Idrogeno : Mg + HCl = MgCl2 + H2 metodo scoperta dell’idrogeno di Cavendish acido cloridrico su diversi metalli Riconoscimento: piccolo botto( in provetta 10ml )con fiamma di candela .

Sull’anidride carbonica, con un riconoscimento che l’autrice stessa ammette essere fuori posto:

riconoscimento nei fumi di sigaretta: CO2 con calce e indicatore e monossido di carbonio

L’esperimento sul fumo di sigaretta è sicuramente antistorico ma ..per una buona causa ..questo ed altro!

Il peso negativo del flogisto si prova con una bilancia e un braccio costruito col Meccano:

Banco 1ESPERIMENTI sulla spinta utilizzando una bilancia tecnica e un apposito braccio costruito con il meccano -pesata di un piombo in aria -pesata di un piombo in acqua -pesata di un piombo più sughero in acqua (esperimento descritto da Luis Bernard Guyton de Morveau utilizzando una bilancia a due bracci )

E la ruggine si misura in diretta, dopo aver constatato che il ferro è troppo lento per un pubblico:

  • chiodi asposti all’aria, all’acqua e protetti da lamine di vari metalli
  • arruginimento di limatura di ferro in una provetta e consumo di aria (Troppo lento) combustione magnesio in aria eseguita in una beuta collegata ad un rudimentale manometro (tubo ad U riempito di un liquido colorato)

L’ultima scena è di magia

Ma ora bando alle chiacchiere, andiamo a vedere i tanto attesi esperimenti di magia che ci saranno svelati dai nostri moderni scienziati

Scena 7 Laboratorio di didattica Esperimenti su fluorescenza e chemioluminescenza Esperimento di trasformazione dell’acqua in vino, latte e infine birra. Esperimento della banconota che non brucia.

Acqua, vino, latte e birra: è lo stesso numero che due anni prima, nella mostra del 2002, si chiamava Il mistero dei bicchieri. Il trucco resta in repertorio e cambia cornice — nel 2002 è un exhibit di chimica, qui è il finale di uno spettacolo sulla storia delle teorie.

Le citazioni d’epoca vengono dagli Elementi di fisica sperimentale di G.S. Poli, nella traduzione di V. Dandolo, Venezia MDCCXCVI.

Una nota sul documento

Il dattiloscritto è incompiuto: in coda porta tre segnaposto dell’autrice — «Descrizione dell’allestimento del laboratorio», «Descrizione degli esperimenti a cura degli alunni (ancora da riordinare)», «Aspetti didattici (ancora da scrivere)». Si pubblica com’è, perché un documento di lavoro incompiuto è comunque un documento, e fingere che sia finito sarebbe l’unica cosa scorretta.

L’autrice annota anche che la rappresentazione andò in scena in forma ridotta, con i soli esperimenti: quello che si legge qui è il copione, non la cronaca di una recita.

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Un momento

Le prenotazioni si aprono il 1° novembre 2026

Prenotazioni per laboratori e conferenze saranno aperte dal 1° novembre.

Prof. Pier Andrea Serra

Profilo

Prof. Pier Andrea Serra

Professore ordinario di Farmacologia · Università di Sassari

Il Prof. Pier Andrea Serra è Professore Ordinario di Farmacologia (SSD BIOS-11/A) presso la Facoltà di Medicina e il Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Farmacia dell’Università degli Studi di Sassari, dove dirige il Laboratorio di Neurochimica e Biosensori. Laureato in Medicina a Sassari e dottore di ricerca in Farmacologia e Tossicologia, ha completato la sua formazione con un postdoctoral fellowship in Irlanda e negli USA, presso l’University College Dublin e la National University of Maynooth e il Wisconsin Sleep Center. La sua attività scientifica, documentata da oltre 200 pubblicazioni, si concentra sulla progettazione neurosensori per il monitoraggio in tempo reale di molecole in modelli di patologie neurodegenerative: un lavoro che lo ha portato a sviluppare anche modelli alternativi per lo studio delle neuroscienze, tra cui la blatta gigante del Madagascar (Gromphadorhina portentosa), oggi la sua «mascotte» scientifica particolarmente adatta a parlare di neuroscienze con un pubblico giovane.

Oggi si dedica in particolare allo sviluppo AI-supported di neurosensori.

La sua vocazione si estende però ben oltre il laboratorio: il Prof. Serra è una figura di riferimento del public engagement in Sardegna e in Italia. Nel 2019 è stato nominato Delegato dell’Ateneo per la Terza Missione e il Public Engagement e dal 2021 è Prorettore della Terza Missione dell’Uniss; dal 2025 è inoltre Presidente di APEnet, la Rete Italiana degli Enti e dei Centri di Ricerca per il Public Engagement. Ha coordinato l’organizzazione della Notte Europea dei Ricercatori di Sassari (Sharper), con formati pensati per scuole e cittadini — Caffè Scienza nei bar, talk ScienzArena. Supporta da anni l’iniziativa Scienza in piazza ad Olbia.

Con il territorio ha costruito collaborazioni concrete che ne fanno un interlocutore ideale per i docenti delle scuole primarie e secondarie poiché porta in aula un legame diretto tra laboratorio e pubblico, con strumenti semplici e temi accessibili come neuroscienze e malattie neurodegenerative, neurosensori e intelligenza artificiale, alimentazione e salute, citizen science e ruolo sociale della ricerca.

La conferenza

Adotta una A.I.

Venerdì 20 novembre · 10:00 – 10:45 · Aula Magna

Come i modelli locali di intelligenza artificiale stanno rivoluzionando il mondo del personal computing.

Per anni l’intelligenza artificiale ha vissuto «in affitto»: i modelli più potenti girano nei data center, noi inviamo i dati e riceviamo le risposte. Oggi sta cambiando tutto. I processori moderni — CPU, GPU e le nuove NPU — permettono di far girare i modelli direttamente sul proprio computer, in locale e senza dipendere dal cloud.

In questo intervento esploreremo cosa significa davvero «adottare» un’AI personale. Partiremo dalla distinzione tra System 1 e System 2 — i due modi di pensare, veloce e lento, intuitivo e deliberato, che le Neuroscienze hanno descritto per la mente umana e che ora ritroviamo nell’architettura dei sistemi di AI: modelli piccoli e rapidi per le reazioni istantanee, modelli grandi e «ragionanti» per i problemi complessi, e strategie ibride capaci di passare dall’uno all’altro.

Ci addentreremo poi nelle tecnologie che rendono possibile questa trasformazione: la local inference, che porta l’inferenza dei grandi modelli linguistici (LLM) direttamente sul dispositivo, e la local diffusion, che permette di generare immagini, suoni e musica sul proprio PC.

Ma un modello, da solo, non basta. A renderlo davvero utile è l’harness — l’impalcatura che trasforma il «cervello» dell’AI in un agente, fornendogli strumenti, memoria, gestione del contesto e la capacità di pianificare ed eseguire compiti multipasso. L’agente non si limita a rispondere: agisce, consulta, modifica e completa. È il passaggio dall’AI che parla all’AI che fa.

Analizzeremo i vantaggi di questo approccio — privacy, assenza di costi ricorrenti, funzionamento offline e latenza minima — senza tralasciare le sfide reali, come la potenza di calcolo richiesta, la gestione della memoria e la qualità dei modelli.

L’obiettivo è rispondere a una domanda fondamentale: la personal AI può diventare il nuovo «must have» domestico e aziendale? Così come il personal computer e lo smartphone sono diventati indispensabili, un’intelligenza personale — locale, privata e sempre disponibile — potrebbe presto ridefinire il nostro quotidiano?

Viale San Pietro, 07100 Sassaripaserra@uniss.it ORCID 0000-0003-2401-5146